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La storia di Cristina: donna, mamma e nonna pro cannabis

La storia di Cristina: donna, mamma e nonna pro cannabis

Di: Pippi Contini Culture

Mi chiamo Maria Cristina Terranova ho 51 anni, sono italiana, mamma di 3 ragazzi e nonna di 5 bimbi, serenamente sposata da 32 anni, consumatrice di marijuana/hashish.

Vorrei raccontare a YesWeSkunk la mia esperienza di consumatrice vissuta nella più totale normalità quotidiana, contando che qui in Italia purtroppo si ha l’immagine standard del consumatore come privo di coscienza, irresponsabile e inconsapevole, mentre io e milioni di altre persone non ci rivediamo in questa immagine.

Ho iniziato a consumare principalmente hashish (l’erba non girava nelle piazze allora) giovanissima, con gli amici. Ricordo serate di grasse risate e grasse focacce imbottite di mortadella, mentre avrei conosciuto la marijuana attraverso un amico che la coltivava (quando ancora le piante non avevano un nome) e da allora mi sono giurata che appena avrei potuto anch’io avrei fatto altrettanto.

Con l’arrivo dei miei 3 figli, la vita si è riempita di responsabilità, scelte da fare, spesso accompagnate da uno stato di stress che mi chiudeva lo stomaco, così scoprivo anche la magia del relax post joint…. scoprivo che mi rendeva più riflessiva, più obiettiva, tirava fuori da me cose che nel correre quotidiano avevo dimenticato, come la bellezza di dipingere, o anche la voglia di scrivere. In genere scrivere era il mio modo di comunicare quando in casa c’era stata una discussione, mentre dipingere era ciò che mi portava fuori dal mio status quotidiano…ricordo notti passate a fare quadri da regalare ad amici e parenti.

Ho sempre vissuto le giornate a 360 gradi, stando accanto ai miei figli, accompagnandoli nei loro primi passi: asilo, scuola, etc.  Sono stata rappresentante di classe, d’istituto, catechista, animatrice, organizzatrice, ed oggi aggiungo anche lavoratrice e ballerina di balli caraibici.

Alla fine di ogni giornata, era come se mi premiassi con un bel joint, ed in automatico la stanchezza, o la rabbia, o la preoccupazione, si scioglievano per dare spazio a nuova forza, nuove parole, nuova vita, nuove soluzioni, tutto sempre per migliorare me stessa e tutto quello che mi circondava.

Ricordo perfettamente la sera in cui i miei figli già grandicelli, mi fecero la famosa domanda: “che cos’è????”. Ricordo di non aver provato nessun imbarazzo nello spiegare loro che utilizzavo quella sostanza per stare meglio, per rilassarmi, e che era illegale, fuori di casa lo potevano sentire nominare come il famoso “spinello”, e probabilmente avrebbero sentito dire tante versioni su di esso, ma loro dovevano valutare la realtà, e cioè me e come mi ponevo nei loro confronti. Se mi avessero un giorno considerata incoerente, incosciente, assente o egoista allora avrei gradito che me lo facessero presente, visto che era solo una valvola di sfogo e di fatto non potevano negare che dopo avermi visto consumare io ritrovavo il sorriso, e che preferivo quello a farmaci che avrebbero avuto davvero il potere di portarmi fuori dalla realtà. Ricordo lo sguardo sereno dopo la risposta, come se sapessero dentro di loro che avevo detto la verità, e non c’è stato un giorno ad oggi che i miei figli mi abbiano detto…smetti…mai!!!

Ho sempre vissuto la mia vita mescolandomi tra la folla, lavorando e facendo grossi sacrifici, pagando le tasse ed insegnando ai miei figli l’onesta e l’umiltà non con le parole ma con i gesti di ogni giorno, perché questo mi è stato insegnato da mia madre, che all’inizio rifiutava l’idea che consumassi, ma col tempo vedendo e vivendo, era diventato argomento di scherzo. Non sono mai riuscita a farla fumare, ma il fatto che lo facessi io, per mamma non era più un problema, tanto da voler affidarmi una sorella disabile alla sua morte che ad oggi vive con me, e della quale mi prendo cura.

Appena andò via da casa anche l’ultimo figlio, ho pensato che fosse tempo di smettere di spendere capitali, e iniziare a coltivare le mie piantine, e cosi è stato. Devo dire che l’iniziare a consumare fiori coltivati da me, aveva un effetto decisamente migliore, oltre a farmi aumentare molto di più l’appetito (mio grande cruccio!!!). Adoravo guardare le mie piantine riempirsi giorno dopo giorno, e cosi ho continuato, fino a che un giorno a causa di un grave incendio sviluppatosi all’interno di casa mi sono vista costretta a chiamare i pompieri che intervenendo hanno trovato la mia serra indooor con le piantine e chiamato i carabinieri, cosi, in un giorno, nell’arco di 2 ore diventavo una pericolosa delinquente, (anche se devo dire che l’intervento dei miei figli ha fatto sì che i toni delle divise si abbassassero decisamente).

La mia “fortuna” è stata la cartella clinica che ho volutamente omesso di inserire in questo racconto, in quanto vorrei comunicare il seguente messaggio: “sono una persona normale, ho vissuto e vivo una vita normale, non sono mai venuta meno a quello che erano e sono i miei doveri di madre, moglie, sorella e nonna, e nemmeno come cittadina lavoratrice, ma qui in Italia la legge mi condanna perché coltivo una pianta…la Cannabis”. Detto  questo, ho dovuto affrontare comunque un processo che mi ha portato via stress e kg, ma mai l’appoggio della mia famiglia che ancora oggi mi sostiene nel mio lavoro di attivista, perché appena qualche giorno dopo la visita dei carabinieri, il sequestro e la questura, mi sono attivata con l’Associazione Free Weed Board per poter fare informazione e per vederci riconosciuto il diritto a coltivare la nostra pianta, a sceglierla, a gestirla, senza ledere la libertà e lo spazio di nessuno, men che meno alla salute pubblica o alla società, ma anzi rifiutando ancora di ingrassare le tasche di un mercato nero presente in ogni dove della città!

Rifiuto categoricamente lo standard della “drogata” in quanto ancora oggi a 51 , mi occupo di 5 nipoti ovviamente a giorni alterni, dei miei figli nonostante siano ormai più che sistemati, di mia sorella disabile al 100%,oltre che marito e cane!!!! Sono ancora in grado di mettermi un paio di decolté e ballare tutta la serata a ritmi latini, questa non è fantascienza, questa è realtà pura….la mia e quella di milioni di persone che ho avuto la fortuna di conoscere, e continuerò a battermi affinché un giorno io possa piantare un seme nel mio giardino!

La frase più bella che ricordo, è stato subito dopo la perdita di mia madre, quando mi sono presa cura di mia sorella. Allora mia figlia maggiore mi ha guardata e mi ha detto…”sai mamma….hai un cuore grande, trovi sempre posto per tutti” …ora ditemi voi se io posso sentirmi una criminale!

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