La Skunk tra miti e leggende

La Skunk tra miti e leggende

Di: Pippi Contini Attivismo

Attorno alla Skunk ed al suo presunto creatore, Sam the Skunkman, si muovono una serie di miti e leggende, ed oggi, 30 anno dopo il suo arrivo sul mercato, non smette di far parlare di sé.

Il termine Skunk è spesso utilizzato in maniera erronea dai mezzi di comunicazione, specialmente inglesi, come termine generico per indicare cannabis con alto contenuto di thc, generando così una certa confusione soprattutto per i non addetti ai lavori o appassionati della marijuana.

In realtà si tratta di una delle varietà commerciali più conosciute dai consumatori di marijuana del mondo occidentale che ha cambiato i canoni della coltivazione diventando uno standard per la coltivazione di qualità: fiori grandi, tempi corti di fioritura e soprattutto un odore piccante da cui la varietà prende il nome, Skunk infatti significa puzzola.

Va detto che il lavoro di creazione di nuove varietà di marijuana, conosciuto con il suo termine inglese “breeding” è da sempre un lavoro che si muove ai limiti della legalità visto che per coltivare la pianta della cannabis bisogna quasi sempre infrangere le regole.

Per questo motivo, per ricostruire la storia di una varietà bisogna spesso rifarsi a storie raccontate, spesso di bocca in bocca, miti, leggende e copioni da telefilm!

La versione più plausibile della storia della Skunk rimanda alla California di fine anni sessanta, periodo in cui iniziavano a nascere collettivi di coltivatori che si scambiavano semi portati da diverse parti del mondo e ne sperimentavano le potenzialità incrociandoli.

Si racconta che un coltivatore indipendente, un tal Jingles scoprì la Skunk intorno al 1969 incrociando una Colombian Gold con una Indica Afgana, ma il lavoro di selezione e miglioramento fu poi realizzato da un gruppo di sei coltivatori conosciuti come Sacred Seeds e di cui faceva parte Sam the Skunkman che aggiunge all’incrocio la Acapulco Gold ottenendo quello che poi si conoscerà nel mondo intero come Skunk#1. Sam the Skunkman afferma però che non esisteva nessun collettivo né nessun Jingles e che la Skunk è un lavoro completamente suo.

Secondo un’altra teoria, le varietà pure usate per creare la Skunk arrivarono dalle mani di Mel Frank un veterano della guerra del Vietnam diventato poi coltivatore che sarà riconosciuto come uno degli scrittori cannabici più famosi del mondo. Mel Frank era amico di Ed Rosenthal (un altro illustre coltivatore americano di quegli anni), cosa che spiegherebbe come possano essere arrivate le sue genetiche nelle mani di Jingles, i fratelli Haze e/o Sam the Skunkman.

Erano tempi in cui le selezioni si realizzavano outdoor su decine di migliaia di piante ed anno dopo anno le caratteristiche della Skunk sono state stabilizzate selezionando le carattersitiche che ne fanno una pianta così speciale: corta fioritura, cime dense e resinose, poche foglie, odore e sapore incredibili.

La Skunk tra miti e leggende

Una delle leggende narra che agli inizi degli anni ottanta, Sam the Skunkman fu arrestato in California per coltivazione illegale in una retata contro il collettivo Sacred Seeds e che dopo essere stato rilasciato sotto cauzione tornò a visitare il luogo dove coltivava per scoprire che la polizia aveva danneggiato la sua coltivazione, però che parte del suo lavoro e delle sue attrezzature erano recuperabili. Erano state tagliate solo alcune parti delle piante, ed altre erano state tolte dai loro vasi però conservate in perfetto stato, mentre i semi erano stati depositati in un contenitore. La polizia aveva lasciato più o meno tutto dov’era nell’intenzione di tornare il giorno dopo e continuare con le procedure legali.

Sam the Skunkman chiamò altri membri del collettivo per farsi aiutare a salvare il salvabile, tra queste una Skunk#18.2, e riprendersi parte delle attrezzature da vendere per pagarsi le spese legali (resterà in carcere per meno di un anno).

Sam portò la Skunk in Olanda poco dopo, vendendo alcuni semi con il nome di Cultivators Choice Seeds Company ed il resto del suo stock a Neville Shoenmakers, proprietario di The Seeds Bank, che diventerà la famosa marca Sensi Seeds.

La Skunk diventa così il primo ibrido stabilizzato che entra nelle serre olandesi e dopo aver vinto la prima coppa cannabica organizzata dalla rivista High Times, la High Times Cannabis Cup a fine anni ottanta, si assicura il successo che dura fino ad oggi, quando quasi tutte le banche di semi commercializzano ibridi realizzati con incroci di Skunk .

E fin qui la storia conosciuta della Skunk.

Ma si da il caso che Sam the Skunkman, ovvero David Paul Watson avvia un progetto aziendale a inizio anni novanta con David W. Pate e Robert C. Clarke: HortaPharm B.V ottenendo il primo permesso concesso dal governo olandese per la coltivazione di cannabis con fini di ricerca e per la creazione di varietà medicinali.

Nel 1998 HortaPharm inizia a collaborare con la GW Pharmaceuticals, l’azienda inglese che produce il Sativex, conosciuto estratto di cannabis, venduto come farmaco legale in molte farmacie europee.

Nel 2011 poi la Gw Pharmaceuticals conclude gli accordi con la Bayer per la distribuzione del Sativex nel Regno Unito.

Le male lingue si chiedono come abbia potuto Sam the Skunkman ottenere un permesso legale emesso dal Ministero di Salute Olandese per la coltivazione di cannabis con fini di ricerca dopo il suo arresto in California quando, a quanto si dice, l’Università di Amsterdam stessa, aveva presentato un progetto senza ottenere il permesso.

Le stesse male lingue affermano di sicure relazioni di Sam the Skunkman con la DEA americana, per cui gli avrebbero fatto ottenere i permessi in Olanda, e addirittura aiutato ad organizzare la High Times Cannabis Cup per poter tenere sotto controllo i coltivatori internazionali.

È certo, affermano i veterani della coltivazione americana di quei tempi, che la DEA aveva tutta una serie di infiltrati nel settore cannabico, ma non ci sono prove del fatto che The Skunkman fosse colluso con la DEA. Però…potrebbero essercene? Potrebbe la DEA rilasciare i nomi dei suoi collaboratori? Perché mai il governo olandese avrebbe dovuto concedere un permesso a degli ipotetici criminali per fare un favore alla DEA?

La cronaca rosa cannabica dá molto di cui parlare e alla fine ci sono cose, come le storie delle varietà commerciali, che diventano una specie di atto di fede!

 

Nota: Ringraziamo Kannabia per la foto di portata della loro meravigliosa Power Skunk

Kannabia seed Company vende ai suoi clienti un prodotto da collezione, un souvenir. Non possiamo e non dobbiamo dare consigli sulla coltivazione perché il nostro prodotto non è destinato a tale scopo.

Non siamo responsabili dell’uso illecito che potrebbe essere fatto da parte di terzi delle informazioni qui pubblicate. La coltivazione della cannabis per autoconsumo è un’attività soggetta a determinate restrizioni legali che variano da stato a stato. Si consiglia di rivedere la normativa vigente nel Paese di residenza per evitare di incorrere nello svolgimento di un’attività illecita.

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