Autorevoli voci in appoggio della legalizzazione

Autorevoli voci in appoggio della legalizzazione

Di: Pippi Contini Attivismo

A memoria di antiproibizionista non ricordo un’ estate così dinamica in relazione al dibattito in corso sulla legalizzazione della cannabis.

Più voci si sono levate per sostenere la proposta di legge presentata dall’intergruppo parlamentare costituitosi per iniziativa del sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova e fra queste ce ne sono alcune particolarmente significative che ci sembra opportuno ricordare, in attesa che riprenda il dibattito parlamentare sulla legalizzazione.

Umberto Veronesi (Ministro della Sanità dal 2000 al 2001)

Autorevoli voci in appoggio della legalizzazione

Già ai tempi del suo incarico istituzionale il prof. Veronesi si dichiarò favorevole alla legalizzazione della cannabis, sostenendo che il tabagismo fosse più dannoso alla salute del consumo di cannabis, ma a quei tempi la sua posizione era fortemente minoritaria e contrastata da una politica inflessibile e irriducibilmente proibizionista.

Oggi, con il conforto della presa di posizione dei media americani, dalla legalizzazione operata in alcuni Stati USA, dalla politica di tolleranza praticata da molte nazioni dell’America Latina e dell’Europa, Veronesi torna sull’argomento ribadendo la sua convinzione con questa dichiarazione: “Capisco che in questo momento il Governo abbia come priorità crisi e riforme, ma le scelte etiche che possono fare dell’Italia un Paese più civile in cui vivere soprattutto per le nuove generazioni, non andrebbero sistematicamente rimandate. Spero che il movimento d’opinione mondiale a favore dell’antiproibizionismo, rilanciato dal New York Times, trovi anche qui uno spazio per il dibattito”. 

Fonte: www.gadlerner.it  

Raffaele Cantone (Responsabile dell’Autorità Nazionale Anticorruzione)

Autorevoli voci in appoggio della legalizzazione 

Alcuni mesi fa, rispondendo al Parlamento, la Direzione Nazionale Antimafia, basandosi su dati ufficiali, aveva stimato che in Italia circolano almeno 1,5 tonnellate di cannabis all’anno; sarebbero 3 milioni i consumatori stabili. Un dato riconosciuto – aveva scritto il procuratore nazionale Franco Roberti – è che le mafie hanno saldamente in mano il monopolio del traffico.

A questa prima presa di posizione di un’Istituzione preposta a combattere il fenomeno mafioso, si è aggiunta quella del presidente dell’ANAC Raffaele Cantone che ha dichiarato: “Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità. Sono contrario ad una legalizzazione totale – precisa il presidente dell’Anac – le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c’è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata e l’altro aspetto è che droghe leggere controllate probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all’assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere su questa proposta di legge molto più laico e per molti aspetti favorevole”.

Fonte: Il fatto quotidiano

Felice Romano (portavoce del SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia)

Autorevoli voci in appoggio della legalizzazione

Il portavoce del SIULP ha annunciato il suo appoggio per la legalizzazione della cannabis, affermando che “la legalizzazione può aiutare a combattere la criminalità organizzata associata al mercato illegale della droga”. Una dichiarazione totalmente collimante con quanto dichiarato dalla Direzione Nazionale Antimafia e aggiungeremmo che sarebbe anche producente per le Forze dell’Ordine impiegare risorse umane e finanziarie per combattere la criminalità reale e non migliaia di cittadini rispettabili e rispettosi, rei di aver coltivato qualche pianta di cannabis per uso personale.

Fonte: Sito SIULP  

Sono anni che la nostra Associazione porta avanti questi argomenti, che sono lampanti e chiari per ogni cervello dotato di buonsenso e sappiamo che l’integralismo fondamentalista, praticato dalla parte più ottusa ed intransigente del panorama politico italiano, non sarà mai in grado di recepirli, ma non possiamo che dichiararci soddisfatti che le nostre tesi siano oggi condivise anche da personaggi istituzionali “al di sopra di ogni sospetto”!

Giancarlo Cecconi – portavoce ASCIA

Kannabia seed Company vende ai suoi clienti un prodotto da collezione, un souvenir. Non possiamo e non dobbiamo dare consigli sulla coltivazione perché il nostro prodotto non è destinato a tale scopo.

Non siamo responsabili dell’uso illecito che potrebbe essere fatto da parte di terzi delle informazioni qui pubblicate. La coltivazione della cannabis per autoconsumo è un’attività soggetta a determinate restrizioni legali che variano da stato a stato. Si consiglia di rivedere la normativa vigente nel Paese di residenza per evitare di incorrere nello svolgimento di un’attività illecita.

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