L’attività antitumorale della cannabis

L’attività antitumorale della cannabis

Di: Redaccion Attivismo

La Cannabis a scopo terapeutico è attualmente legale in un numero crescente di paesi nel mondo. Data l’approvazione del suo impiego, i medici ricevono sempre più domande dai pazienti riguardo i potenziali benefici e rischi associati al suo utilizzo.

L’applicazione della Cannabis sativa in oncologia potrebbe avere diversi impieghi: come anti emetico, per la terapia del dolore associata al cancro e in aggiunta come potenziale trattamento anti tumorale. Tuttavia, la maggior parte dei dati oggi disponibili, che testimoniano l’attività anti tumorale dei cannabinoidi fanno riferimento ad esperimenti condotti in vitro, sugli animali e solo in qualche caso, a limitatissimi studi clinici.

La situazione attuale è infatti abbastanza controversa. Mentre sempre più Stati si muovono per legalizzare la marijuana per usi medici e ricreazionali,  sono necessarie nuove ricerche per chiarire bene i potenziali benefici legati all’uso di Cannabis a scopo terapeutico e gli effetti collaterali ad essa associati. L’esatto meccanismo di azione della Cannabis sativa come anti tumorale non è stato ancora del tutto chiarito.

Ci sono però delle evidenze scientifiche che fanno ipotizzare che il sistema endocannabinoide sia coinvolto nello sviluppo di alcuni tipi di tumore e che i cannabinoidi possano esplicare un effetto antitumorale. Il sistema endocannabinoide sembra infatti essere iperattivato in diversi tessuti tumorali maligni rispetto ai tessuti sani, specialmente nelle tipologie di cancro maggiormente invasive, suggerendo un suo ruolo nella crescita tumorale.

I recettori dei cannabinoidi (CB1, CB2) sono distribuiti in tutto il corpo e regolano diverse funzioni fisiologiche, incluso lo sviluppo neuronale e il metabolismo energetico. L’attivazione dei recettori CB1 e CB2, interferisce con l’attivazione di moltissimi meccanismi intracellulari (1). Esperimenti in vitro e in vivo hanno dimostrato che i cannabinoidi inibiscono la crescita delle cellule tumorali attraverso diversi meccanismi, aumentando l’apoptosi (un tipo di morte cellulare) e sopprimendo la proliferazione cellulare (2, 3).

Tuttavia, i dati ad oggi disponibili circa l’azione dei cannabinoidi come agenti anti proliferativi sono ancora contrastanti. McKallip ed il suo team hanno dimostrato che il THC induce un aumento della crescita tumorale dovuto ad una riduzione della funzione immunitaria. In altri studi invece, i cannabinoidi hanno mostrato la capacità di indurre la morte delle cellule tumorali, attraverso l’attivazione di segnali che innescano processi apoptotici (4).

In uno studio in cui è stata testata l’efficacia del THC sulla crescita tumorale in topi con adenocarcinoma del polmone, è stato visto che il THC è in grado di rallentare la crescita delle cellule tumorali. Gli animali trattati con THC per dieci giorni presentavano infatti un ritardo della crescita tumorale dose dipendente. Questi dati preliminari su adenocarcinoma del polmone, spingono la ricerca ad investigare il potenziale del THC come anti tumorale in questo tipo di tumore (5).

In ricerche in cui è stata valutata l’attività anti proliferativa in vitro di un altro cannabinoide, il Cannabidiolo (CBD) in cellule di glioma, è stato visto che il CBD è in grado di ridurre il metabolismo mitocondriale e la vitalità cellulare. In più sembra che il CBD abbia un effetto anti proliferativo, portando ad un aumento di apoptosi (6). Ma sono necessari ulteriori studi per confermare l’attività del CBD come potenziale antitumorale.

L’attività antitumorale della cannabis

Sembra inoltre che i cannabinoidi siano in grado di prevenire la formazione di metastasi in vitro. Agonisti del recettore CB1 e CB2 sono in grado di inibire la proliferazione e la migrazione cellulare. Questo dato è stato confermato anche in esperimenti sui topi, in cui si osserva una riduzione della crescita tumorale e della formazione di metastasi al polmone. I recettori CB1 e CB2 potrebbero essere coinvolti anche nei processo metastatico (7).

Ad oggi è presente un solo studio clinico in letteratura che ha esaminato l’efficacia del THC nel cancro. Il dottor Guzmán ed il suo staff hanno esaminato l’effetto della somministrazione intracranica di THC in 9 pazienti con glioblastoma multiforme dove sia la chirurgia che la radioterapia erano risultati inefficaci (8). La valutazione delle immagini di risonanza magnetica e dell’espressione dei biomarcatori, ha evidenziato che il THC è in grado di determinare, in almeno 2 dei 9 pazienti, riduzione della crescita e progressione tumorale. Tuttavia i dati di questo studio clinico sono estremamente limitati, a causa dell’esiguo numero di pazienti coinvolti, della mancanza di una popolazione di controllo e per l’incapacità nel disegno sperimentale, di valutare gli effetti del THC sul tempo di sopravvivenza.

In conclusione, la maggior parte dei dati relativi agli effetti della Cannabis sativa come agente antitumorale, che supportano l’ipotesi secondo cui il sistema endocannabinoide sia coinvolto nella crescita tumorale, sono, fino ad oggi, basati solo su esperimenti in vitro e in modelli animali.

È assolutamente necessario estendere tali ricerche in studi clinici per poter confermare l’attività anti tumorale dei cannabinoidi. Attualmente sono in corso due studi clinici volti a valutare l’efficacia terapeutica dei cannabinoidi nel cancro. Il primo studio, sta valutando la sicurezza del nabiximols rispetto al placebo in pazienti con glioblastoma (NCT01812616) ed il secondo sta valutando l’attività del CBD in tumori solidi (NCT02255292).

BIBLIOGRAFIA

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Bowles  DW, O’Bryant  CL, Camidge  DR, Jimeno  A.  The intersection between cannabis and cancer in the United States. Crit Rev Oncol Hematol. 2012;83(1):1-10.

Abrams  DI, Guzman  M.  Cannabis in cancer care. Clin Pharmacol Ther. 2015;97(6):575-586.

Munson  AE, Harris  LS, Friedman  MA, Dewey  WL, Carchman  RA.  Antineoplastic activity of cannabinoids. J Natl Cancer Inst. 1975;55(3):597-602.

Massi  P, Vaccani  A, Ceruti  S, Colombo  A, Abbracchio  MP, Parolaro  D.  Antitumor effects of cannabidiol, a nonpsychoactive cannabinoid, on human glioma cell lines. J Pharmacol Exp Ther. 2004;308(3):838-845.

Qamri  Z, Preet  A, Nasser  MW,  et al.  Synthetic cannabinoid receptor agonists inhibit tumor growth and metastasis of breast cancer. Mol Cancer Ther. 2009;8(11):3117-3129.

Guzmán  M, Duarte  MJ, Blázquez  C,  et al.  A pilot clinical study of Δ9-tetrahydrocannabinol in patients with recurrent glioblastoma multiforme. Br J Cancer. 2006;95(2):197-203.

Velasco G, Sanchez C, Guzmán M, Towards the use of cannabinoids and anti tumor agents (449-472). In Pertwee Roger G. (ed.), Endocannabinoids, Handbook of Experimental Pharmacology. 2015.

 

Gaia Cuomo
Sono laureata in Biotecnologie Mediche e dottore di ricerca in Endocrinologia ed Oncologia Molecolare. Mi occupo di ricerca in campo oncologico in particolare sul melanoma ed altre malattie neuroendocrine; da qualche tempo sto studiando il sistema endocannabinoide ed i potenziali usi terapeutici della Cannabis sativa in diversi modelli sperimentali di patologie umane.

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