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Qual è la distanza ideale per coltivare piante di cannabis?

Di: Daniel C. Coltivazione

Potresti prendere in considerazione la possibilità di autocoltivare cannabis in uno spazio vuoto e chiederti quante piante potrebbero realisticamente starci. Utilizzare al meglio lo spazio a disposizione richiede un po’ di esperienza, ma ci sono alcune configurazioni e tecniche per massimizzarne l’efficienza ed ottenere il massimo rendimento possibile. Quindi, mentre immagini la tua stanza di coltivazione piena di cime che danzano davanti ai tuoi occhi, c’è una domanda che dovresti porti: “Quanto devo distanziare le mie piante di marijuana?”

Uno dei fattori chiave nella progettazione di una coltivazione indoor è determinare la spaziatura delle piante di cannabis per ottenere la massima produzione e mantenerne una salute ottimale. Quindi, per prima cosa devi evitare il sovraffollamento.

Le piante tendono a diramarsi l’una verso l’altra mentre crescono, cercando di catturare tutta la luce disponibile. Quando i rami sfregano le foglie le une contro le altre, queste iniziano ad inumidirsi e si riduce drasticamente la loro capacità di traspirare in modo efficiente. Questo fenomeno può portare a sviluppare focolai di muffe tra le piante, così come tripidi, acari e altri problemi di parassiti, che possono diventare particolarmente pericolosi se combinati con scarsi controlli di temperatura e umidità, nonché una scarsa ventilazione.

I problemi della sovraffollamento

Il sovraffollamento può far sì che le piante competano tra loro. Beh, non è che abbiano iniziato a tradirsi a vicenda o qualcosa in stile Game of Thrones. Le piante si trovano in una situazione nella quale devono lottare per le risorse esistenti. E alcune domineranno e prospereranno, mentre altre potrebbero non sopravvivere. Ridurre l’affollamento ridurrà le possibilità che le piante si scontrino tra loro.

Le piante vicine tendono ad allungarsi per ottenere quantità adeguate di luce e ossigeno. Di conseguenza, alcune cresceranno più di quanto dovrebbero. I loro rami e steli si indeboliranno e inizieranno ad appoggiarsi ad altre piante, causando problemi quando proverai a spostarle e quei rami debilitati potrebbero addirittura spezzarsi! Mesi e mesi di lavoro persi in un attimo.

Inoltre, le piantagioni sovraffollate tendono ad avere uno scarso flusso d’aria, quindi se la situazione la lasci un po’ a se stessa, potresti finire per soffocare le tue piante a causa della loro crescita incontrollata. Saprai che stanno soffocando se gradualmente inizieranno ad avvizzire, a seccarsi per poi assumere quella temuta tonalità di giallo che nessuno desidera.

Come ottenere una corretta spaziatura tra le piante di marijuana

Sapere qual è il numero di piante (o, cosa più importante, di cime) che si adattano perfettamente al tuo spazio di coltivazione è determinato ad alcuni fattori:

Aumenta le dimensioni della stanza

Ovviamente un fattore determinante è il numero di piante che possono essere collocate in un metro quadrato. Gran parte degli autocoltivatori tende ad utilizzare armadi di coltivazione, generalmente alcuni metri quadrati. A seconda della tecnica e delle attrezzature utilizzate, in un metro quadrato possono essere coltivate in media da 1 a 16 piante. Se si desidera coltivare una sola pianta, con o senza controllo, si consiglia uno spazio di un solo metro quadrato. Ma se l’obiettivo è la massima efficienza e resa, e hai solo un metro quadrato a disposizione, puoi mettere più piante con l’intenzione di manipolarle o mantenerle piccole con una fioritura anticipata.

Genetica

La varietà di cannabis che coltivi fa una grande differenza rispetto alle dimensioni finali di una pianta e influenzerà quindi quante ce ne possono effettivamente stare in quel metro quadrato. Ad alcune genetiche non dispiace essere manipolate, mentre altre hanno bisogno di essere lasciate crescere per produrre raccolti decenti. Ad esempio, le indiche tendono ad essere basse e folte, a differenza delle sative, che tendono a crescere in altezza e a ramificarsi un po’. Puoi optare per piante geneticamente più piccole (come, ad esempio, i semi autofiorenti), ma l’approccio migliore è prendere in considerazione la scelta di una varietà che produca esemplari omogenei tra loro.

Vasi

La dimensione dei vasi non determina solo quante piante puoi inserire nello spazio di coltivazione, ma anche quanto possono crescere le piante. Se prevedi di posizionare più di una pianta, sono consigliati vasi quadrati. Ogni vaso ha bisogno di spazio intorno a sé, poiché le piante tendono ad essere più ampie del diametro del proprio vaso. Per avere un’idea approssimativa delle dimensioni del vaso in relazione al numero di piante che possono stare in uno spazio di 1×1 metro, puoi giocare mettendo 25 piante in vasi da 3 litri (o in 18 vasi da 5 litri), 2 piante che andrebbero messe in vasi da 18 litri (o una pianta singola in un vaso da 21 litri).

Illuminazione

Più potenti sono le luci, più luce viene distribuita nello spazio. Una maggiore emissione di luce copre un’area più ampia, il che significa che è possibile coltivare più piante. A seconda del progetto illuminotecnico, i bordi del metro quadrato potrebbero non ricevere la stessa quantità di luce del centro. Ciò significa che la lampada deve essere abbastanza potente da poter essere posizionata all’altezza corretta e ogni pianta riceva la giusta quantità di luce. Ad esempio, si consiglia una lampada da minimo 400 watt per uno spazio di 1×1 metro, mentre con una lampada da 1.000 watt si potrebbe coprire uno spazio di 1,5m X 1,5m.

Flusso d’aria e ventilazione

Per ogni lampada da 1.000 watt, dovrebbe esserci almeno un ventilatore oscillante per aumentare il flusso d’aria attraverso la stanza. Dovresti vedere una leggera brezza che muove le foglie e i rami, dalla punta alla base. Se ci sono alcuni esemplari intrappolati in una sacca di aria stagnante, dovrai distanziare ulteriormente le tue piante di marijuana. L’aria ferma puó danneggiare le piante non rimuovendo l’eccesso di umiditá dalle foglie, soffocandole.

Tecniche di allenamento e manipolazione

I coltivatori che cercano di massimizzare i raccolti in uno spazio ristretto spesso scelgono di manipolare le proprie piante, il che determina l’efficienza con cui utilizzano lo spazio disponibile. Esistono numerose tecniche, ma le più conosciute sono:

  • Sea of ​​​​Green (SOG) – Questo metodo prevede la coltivazione di numerose piccole piante in piccoli vasi. (4-16 piante/mq)
  • Low Stress Training (LST) – Le piante possono essere manipolate piegando e legando i rami per ottenere la forma desiderata. (1-4 piante/mq)
  • Screen of Green (SCROG): consiste nel posizionare una rete sopra le cime, che consente di controllare l’altezza ed equilibrare la crescita della chioma delle piante. (1-4 piante/mq)
  • Topping/FIMing: Entrambe sono tecniche ad alto stress che comportano il taglio dello stelo superiore per limitare l’altezza e aumentare i raccolti. (2-9 piante/m2)
  • Mainlining – comporta un’intensa manipolazione di rami e foglie per mantenerli molto bassi, ma consente di sviluppare grandi cime. (1-4 piante/mq)

Qual è la distanza ideale da lasciare tra le piante?

Dovrai, pertanto, giocare con tutti questi fattori quando consideri lo spazio da lasciare tra le tue piante di marijuana. Tieni presente che quando distanzi le piante di cannabis è norma generale lasciare almeno da 15 cm a 30 cm di spazio tra i rami. La distanza varierà, ma questo riferimento ti dà un buon margine di manovra mentre ti prendi cura delle tue piccole amiche. Puoi anche distanziare meno le piante, purché non si tocchino, ma mantenere almeno 15 cm è una buona regola da seguire.

E ricorda che non esiste un’equazione perfetta per quanto riguarda la distanza tra le piante di marijuana in una growroom. Ogni pianta ha una forma diversa, ogni varietà ha le sue esigenze e ogni stanza ha le sue dimensioni. Tuttavia, assicurarsi che le piante siano sufficientemente distanziate l’una dall’altra in modo che non si tocchino è un ottimo punto di partenza quando si tratta di una coltivazione indoor di successo.

Kannabia seed Company vende ai suoi clienti un prodotto da collezione, un souvenir. Non possiamo e non dobbiamo dare consigli sulla coltivazione perché il nostro prodotto non è destinato a tale scopo.

Non siamo responsabili dell’uso illecito che potrebbe essere fatto da parte di terzi delle informazioni qui pubblicate. La coltivazione della cannabis per autoconsumo è un’attività soggetta a determinate restrizioni legali che variano da stato a stato. Si consiglia di rivedere la normativa vigente nel Paese di residenza per evitare di incorrere nello svolgimento di un’attività illecita.

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