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Storia dei “DAB”: l’origine dei concentrati moderni a base di cannabis

Di: Daniel C. Culture

In un mercato della cannabis in continua evoluzione, può essere difficile immaginare un’epoca in cui i concentrati o “dabs” non fossero così ampiamente disponibili.

BHO, cere, shatter, resine vive, creme e molti altri prodotti, ora, possono essere trovati in un’ampia varietà di colori e consistenze. Ma come è nata questa forma così potente di cannabis?

Dà le vertigini pensare che i concentrati che dominano la moderna cultura della cannabis siano nati solo pochi decenni fa. Perché, che tu ci creda o no, il dabbing è l’ultima aggiunta al mondo della marijuana. Mentre la storia delle estrazioni di cannabis inizia migliaia di anni fa sotto forma di hashish, solo di recente i concentrati raffinati, o “dab”, hanno guadagnato l’immensa popolarità che conosciamo oggi.

Le tinture, l’inizio di tutto

Le tinture, estratti a base di alcol, esistono da molto tempo. Sono il ponte più vicino che abbiamo tra l’hashish e gli oli altamente raffinati che usiamo oggi. Infatti il ​​primo uso documentato di queste tinture risale all’Antica Roma, tra gli anni 150 e 200 D.C., quando il medico romano Claudio Galeno fu il primo a pubblicare scritti sui metodi terapeutici per la preparazione e l’uso della cannabis.

Dovettero passare 1.600 anni prima che un altro medico, l’inglese Walter O’Shaughnessy, nel 1839 portasse insegnamenti dall’India alla medicina occidentale sui preparativi di queste tinture, diventando molto popolari sugli scaffali farmaceutici. Un altro medico e neurologo, Sir J. Russell Reynolds, prese la figura del suo collega come riferimento per prescrivere queste tinture alla regina Vittoria d’Inghilterra allo scopo di alleviare i suoi crampi causati dalle mestruazioni. Le tinture videro un aumento di popolarità e poi un forte calo, nel momento in cui questi medicinali si allontanarono dagli elisir in bottiglia e si spostarono sui formati moderni dei prodotti farmaceutici.

Roger Adams e il Programma MK-Ultra sul controllo mentale

Roger Adams, un chimico americano, è stato il primo a produrre isolati di particolari cannabinoidi. Adams ha un posto interessante nella storia della seconda guerra mondiale, lavorando per produrre metodi medici per prevenire i danni causati dagli attacchi di gas nazisti. All’inizio degli anni ’40, Adams isolava prima il CBD e poi il CBN dal fiore di cannabis. È stata anche la prima persona a sintetizzare un analogo del THC attraverso la manipolazione delle molecole di CBD. La ricerca di Adams verrá poi utilizzata dall’Office of Strategic Services (OSS) degli Stati Uniti.

L’OSS era il servizio di intelligence americano durante la seconda guerra mondiale (il predecessore della CIA) e commissionò test su soggetti umani negli “Esperimenti dell’Arsenale di Edgewood”, sebbene siano più popolarmente conosciuti con il nome generale di Programma MK-Ultra, un nome in codice dato a questo programma segreto e illegale per la sperimentazione su esseri umani, senza il loro dovuto consenso, per identificare e sviluppare nuove sostanze e procedure da utilizzare negli interrogatori e nelle torture, al fine di indebolire l’individuo e costringerlo a confessare con l’utilizzo tecniche di controllo mentale.

La prospettiva di questi esperimenti era che le droghe non fossero altro che armi, dal momento che stavano cercando un composto, una sostanza o una “pozione magica” che potesse essere utilizzata su prigionieri di guerra, agenti nemici o persino funzionari statunitensi sospettati di tradire Lo Stato. Doveva far parlare senza che la persona sapesse di averlo fatto.

Quindi, Stanley P. Lovell, il capo della ricerca scientifica e dello sviluppo presso l’OSS, fu lo scienziato che creó il primo concentrato di THC (a parte hashish e tinture): l’ATHC o acetato di THC. Questo concentrato era una forma molto più rudimentale di quella che abbiamo oggi, creata utilizzando l’alcol come solvente principale per l’estrazione, con una potenza 300 volte più forte del tradizionale Delta 9 THC. Ed è stato creato per testare la sua efficacia come siero della verità versandolo sulle sigarette che sarebbero state successivamente fumate. Ma i test hanno dimostrato la sua inefficacia, poiché non produceva i risultati sperati senza che il soggetto sapesse di essere stato drogato, venendo così lasciato da parte per esperimenti futuri.

La Confraternita dell’Amore Eterno

Il passo successivo nella proliferazione delle estrazioni di THC viene dalla Confraternita dell’Amore Eterno, una famigerata banda di trafficanti di droga negli anni ’70 nota come “Hippie Mafia”; e resa ancor più popolare per aver spostato grandi quantità di LSD negli Stati Uniti usando le proprie tavole da surf per camuffare i propri nascondigli segreti (guarda il documentario del 2016 “Orange Sunshine” se vuoi saperne di piú).

Questo gruppo è stato fondamentale per introdurre negli Stati Uniti l’olio di miele (honey oil), un concentrato derivato da solventi come il butano, prodotto in Afghanistan con una concentrazione compresa tra il 10% e il 30% di THC; e un colore simile al miele, che sarebbe il precursore del moderno olio di hashish estratto con butano (BHO).

L’Afghanistan è sempre stato una fonte a buon mercato di hashish e trasformarlo in olio rendeva notevolmente più facile il trasporto per farlo passare inosservato, oltre a richiedere un prezzo di vendita molto più alto. La fornitura è stata costante fino a quando improvvisamente il laboratorio dove veniva raffinato questo olio a Orange County, in California, esplose durante la lavorazione, attirando l’FBI che finì per sequestrare 6 impianti che producevano olio di miele, per non parlare del sequestro di una miriade di altre droghe con cui trafficava La Confraternita.

In effetti, il capo chimico della Confraternita dell’Amore Eterno, Ronald Stark, è riconosciuto nientemeno che dalla stessa DEA come l’inventore del BHO e dei moderni concentrati di cannabis.

L’avvento dell’estrazione a circuito chiuso

Quando il mondo ha iniziato a saperne di più su questo nuovo concentrato di cannabis, le pubblicazioni hanno iniziato a informarne dell’esistenza e a dettagliarne i metodi di produzione. Per la prima volta nella storia, sono stati pubblicati due libri che descrivono i metodi reali di estrazione della cannabis. Nel libro di D. Gold del 1973 “Cannabis Alchemy: The Art of Modern Hashmaking”, Gold offre ai lettori una panoramica della preparazione dell’olio di miele utilizzando alcol puro e carbone attivo. Nel libro di Michael Starks del 1977, “Marijuana Chemistry: Genetics Processing and Potency”, Starks descrive in dettaglio la preparazione dell’olio di hashish usando vari solventi.

È stato solo nel 1999, quando il popolare forum online di controcultura Erowid ha pubblicato la sua “tecnica dell’olio di miele“, la prima descrizione di una procedura di estrazione di BHO su Internet, che mostrava un metodo moderno di estrazione aperta con alimentazione del solvente attraverso una colonna verticale riempita con cannabis triturata, che ha poi ispirato l’invenzione dei più raffinati e avanzati sistemi a circuito chiuso (CLS) odierni, in cui il solvente si contiene e si ricicla.

Nel 2010, i prodotti a base di BHO arrivarono ​​alla High Times Cannabis Cup. Da allora, coltivatori e consumatori si sono riversati su dab di vari tipi, sperimentando diversi processi di estrazione per produrre un’ampia varietà di prodotti, inclusi nomi come “shatter” , ‘cera’, ‘crumble’, crema di diamanti e terpeni, ‘budder’, ‘resina viva’…

Come puoi notare, la storia dei “dabs” riflette l’ingegnosità degli appassionati di cannabis di tutto il mondo e il modo in cui hanno istintivamente saputo come sfruttare la potenza di questa pianta attraverso una resina concentrata. La storia di questi estratti è affascinante e il processo continua ad evolversi. Con una gamma così ampia di livelli e aromi di THC disponibili, non c’è da stupirsi che stiano diventando così popolari.

Kannabia seed Company vende ai suoi clienti un prodotto da collezione, un souvenir. Non possiamo e non dobbiamo dare consigli sulla coltivazione perché il nostro prodotto non è destinato a tale scopo.

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