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Tutto quello che devi sapere per decarbossilare correttamente la tua marijuana

Di: Daniel C. Coltivazione

Decarbo..che?! Senza dubbio, questo termine può suonare cinese a qualsiasi neofita nel mondo della cannabis. Ecco perché in questo articolo ti diremo tutto ciò che devi sapere su questo processo di attivazione dei cannabinoidi e perché è necessario per godere di tutte le proprietà di questa meravigliosa pianta. Unisciti a noi.

La decarbossilazione è una reazione chimica che avviene quando applichiamo calore alla cannabis e provoca un cambiamento molecolare nei suoi cannabinoidi. Naturalmente, con la pianta fresca, queste molecole si trovano nella loro forma acida, come nel caso del THCA e del CBDA.

Questi cannabinoidi acidi non causano gli effetti psicoattivi o terapeutici che amiamo così tanto della marijuana. Perché ciò accada, devono essere attivati ​​mediante la decarbossilazione.

La decarbossilazione è possibile grazie al fatto che questi cannabinoidi sono termicamente instabili e, se sottoposti ad alte temperature, perderanno il gruppo carbossilico della loro molecola. Questo è composto da un atomo di carbonio, due ossigeni e un idrogeno; ed è anche chiamato il gruppo dell’acido carbossilico.

Quando questo gruppo carbossilico viene rilasciato per effetto del calore, lo fa sotto forma di CO₂ (anidride carbonica). In questo modo si ottengono le forme attive dei cannabinoidi, come THC e CBD.

Come si decarbossilizza la marijuana?

La temperatura di decarbossilazione della marijuana è compresa tra 100°C e 140°C e può richiedere dai 30 ai 60 minuti per essere completata, a seconda del metodo. Tuttavia, quando si verifica la combustione durante l’accensione di una canna, le temperature sono molto più elevate, quindi il processo viene eseguito immediatamente.

Per eseguire la reazione con successo e ottenere un prodotto finito di qualità, è consigliabile mantenere intatti quanti più cannabinoidi e altri composti vegetali possibili, come i terpeni. Il punto di ebollizione di THC e CBD è rispettivamente di 157°C e 160-180°C, quindi il calore dovrebbe essere mantenuto al di sotto di questi limiti.

La decarbossilazione naturale della pianta di cannabis

Mentre si trovano sulla pianta ancora viva, le cime manterranno i loro cannabinoidi acidi nella resina formata dai tricomi. Quando tagliamo queste cime e le mettiamo ad asciugare, però, inizia la decarbossilazione naturale della pianta.

L’esposizione delle cime alla luce e agli elementi fa sì che i cannabinoidi acidi perdano nel tempo i loro gruppi carbossilici attraverso il processo di ossidazione. Tuttavia, questo processo può richiedere mesi ed è molto difficile controllarne il risultato. Pertanto, ecco altri metodi più efficaci che puoi utilizzare a casa.

Fumare e vaporizzare, la decarbossilazione piú ovvia

Fumare o vaporizzare le cime di marijuana provoca la decarbossilazione dei cannabinoidi dovuta rispettivamente alla combustione e alla vaporizzazione, poiché attraverso questi metodi si raggiunge la temperatura necessaria affinché ciò avvenga.

Tuttavia, molte altre proprietà della pianta si perdono nel processo di combustione quando fumiamo marijuana. A causa del calore in eccesso, questa forma di decarbossilazione è inefficiente per sfruttare tutti i terpeni e i cannabinoidi della pianta.

I vaporizzatori, invece, scaldano la marijuana poco a poco e riescono a raggiungere il punto di ebollizione dei suoi terpeni e cannabinoidi in maniera controllata.

Tuttavia, sempre più spesso, i consumatori preferiscono consumare cannabis attraverso altri metodi, come l’ingestione di prodotti edibili, per prendersi cura della salute dei propri polmoni. Pertanto, è necessario decarbossilare preventivamente la marijuana prima di ingerirla. Di seguito spieghiamo diversi metodi per farlo in questo caso.

Come decarbossilare la marijuana in forno

Quando il forno viene utilizzato in laboratorio, la decarbossilazione può essere ottenuta in 30 minuti a 140°C. In casa, invece, la temperatura del forno e l’omogeneità dell’erba sono meno controllabili, quindi si decarbossilizzerá gradualmente ad una temperatura più bassa:

  1. Per prima cosa togliere la teglia dal forno e coprirla con carta da forno.
  2. Preriscaldare il forno a 115°C.
  3. Tritare i fiori di cannabis e disporli in modo uniforme sulla teglia.
  4. Mettere la teglia con cura nel forno e inserire la cannabis triturata in forno per 20 minuti a 115°C.
  5. Mescolare la marijuana con cura per assicurarsi che tutte le zone ricevano la stessa temperatura.
  6. Lasciar scaldare per altri 25 minuti circa. Richiederá piú o meno 45 minuti in totale.

Questa procedura funziona molto bene con le cime essiccate, ma se le cime sono ancora fresche, conterranno più acqua, quindi il tempo di cottura sarà da estendere a più di un’ora.

Non hai un forno? Non preoccuparti, puoi anche usare il microonde.

Come si decarbossilizza la marijuana in microonde

Questo è il metodo piú rapido, ma anche il meno preciso:

  1. Tritare la marijuana fino ad avere un risultato fine ed ottenere una consistenza omogenea
  2. Collocarla in un recipiente adatto alla cottura in microonde
  3. Programmare il microonde a alla massima potenza per 90 secondi

Quando ha finito di scaldarsi, togli la cannabis dal microonde e annusala. Non dovrebbe avere odore di bruciato, ma dovrebbe emanare un forte aroma. Se pensi che non sia ancora abbastanza calda, poiché non si è scurita e non emana quell’odore caratteristico, mescolala e mettila nel microonde per altri 60 secondi. Ripetere a una temperatura più bassa per un tempo più lungo se lo ritenete necessario. L’importante è ottenere la decarbossilazione senza bruciare l’erba.

Decarbossilazione sotto vuoto, il metodo degli esperti

Se quello che stai cercando è avere il controllo assoluto sul processo di decarbossilazione, questo è il modo perfetto di farlo. Potrai controllare la temperatura e il tempo in ogni momento, dato che vengono utilizzati un termometro e acqua bollente, quindi non si superano mai i 100 °C e la marijuana mantiene intatte molte delle sue proprietà.

  1. Tritate la marijuana fino ad ottenere un composto omogeneo di erba.
  2. Portare a bollore una pentola d’acqua.
  3. Quando l’acqua bolle, abbassare la fiamma e mettere un termometro nella pentola per assicurarsi che rimanga tra 95 e 100°C.
  4. Mettere la marijuana triturata in un sacchetto ermetico, sigillarlo sottovuoto ed immergerlo in acqua. Cuocere la cannabis in questo modo per 60 minuti.

Sebbene questo metodo possa richiedere più tempo, i suoi risultati sono eccellenti e consente di evitare il forte odore che emana la cannabis con le altre forme di decarbossilazione sopra descritte.

Triturare la marijuana, un passaggio chiave nella decarbossilazione

In tutte le ricette si può notare un elemento comune: il primo passo è macinare la marijuana. Questo processo garantisce una decarbossilazione omogenea. Dovresti tritare e macinare le cime per ottenere i migliori risultati, qualunque sia il metodo scelto.

Ora che sei riuscito ad attivare i suoi preziosi cannabinoidi, come conservi l’erba? Molto facile, metti la marijuana in un contenitore di vetro e conservala in frigorifero. In questo modo la manterrai fresca e pronta per essere utilizzata nelle tue ricette preferite. Buon appetito!

Kannabia seed Company vende ai suoi clienti un prodotto da collezione, un souvenir. Non possiamo e non dobbiamo dare consigli sulla coltivazione perché il nostro prodotto non è destinato a tale scopo.

Non siamo responsabili dell’uso illecito che potrebbe essere fatto da parte di terzi delle informazioni qui pubblicate. La coltivazione della cannabis per autoconsumo è un’attività soggetta a determinate restrizioni legali che variano da stato a stato. Si consiglia di rivedere la normativa vigente nel Paese di residenza per evitare di incorrere nello svolgimento di un’attività illecita.

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